Digitale? Un solo marketing, tante facce

Interessante il Forum della Comunicazione Digitale ieri a Milano. Suggestiva l'intersezione tra le relazioni analogiche degli speaker in sala e i commenti digitali via Twitter, proiettati sui megaschermi, catturati direttamente dai flussi della rete che commentava ciò che veniva trasmesso live in streaming. Un duetto tra "cravattoni" (noi) e "nativi" (loro). Il clima era surreale; relatori sovrastati dal brusio digitale della rete. Il flusso di bit influiva direttamente sull'andamento del forum. Ma non era solo colore. Tra le numerose relazioni su social networking, web reputation, SEO, digital PR e compagnia cantando, una illumina il ragionamento con un fascio di luce le tenebre. Il relatore, con tono affabile, demoliva e ricostruiva la babele della "new age" della comunicazione. Recuperava un filo comune: "Troppe specializzazioni affollano il mercato con una sovrabbondanza di tipi e definizioni di marketing: virale, buzz, wommi, guerrilla, esperienziale, social, punk (!). E' come affermare che esiste un marketing della televisione, dei giornali o delle affissioni. Sono solo strumenti e declinazioni della stessa formula, in un mondo in costante evoluzione." Finalmente buon senso! In un momento in cui la confusione regna sovrana, queste semplici considerazioni mi hanno rasserenato. Potevo riprendere il treno, spostare i miei atomi e comunicare con il resto del mondo, via mobile.

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