Anno nuovo vita nuova: nasce l'homo piliticus

Da qualche giorno Antonio Albanese, nei panni di Cetto Laqualunque, campeggia in desuete affissioni 100 x 140, per promuovere il suo prossimo film. Quello che è interessante è il fatto che per questa operazione si sia scelta la forma più "arcaica", la reclàme come strategia fondante del lancio della pellicola, ambigua nella sua declinazione in quanto drammaticamente somigliante ad alcuni dei migliori (peggiori?) stilemi della comunicazione politica. Anticipatore di una surreale campagna elettorale che racconta con drammatica volgarità intellettuale il programma sgangherato della peggior specie di "homo piliticus", si fa protagonista della più cruda rappresentazione dello stato della pubblicità italiana, ammiccante nella banalizzazione delle promesse, rivoltante per la violenza della sua verità.
La consueta applicazione internet del candidato (www.partitudupilu.it) sublima in rete la fascinazione ellittica del vecchio manifesto.
Cetto rappresenta il capolinea, l'ultima sponda oltre la quale è difficile elaborare nuovi messaggi per la politica. Un intrigante preludio alle prossime stagioni elettorali, un ammonimento ai copy e agli art che dovranno convivere con la creatività del programma del candidato.

Commenti

Gianluca Gioia ha detto…
Cetto è il mio idolo.