Taglio dei budget pubblici: per pubblicità e PR quale futuro?

Era nell'aria da qualche tempo, ma la notizia del rinvio del COM-PA 2011, storico salone della Comunicazione Pubblica nazionale, lo conferma: la Comunicazione Pubblica non ha più soldi, e questo impone una seria riflessione. Per alcuni noiosa perchè fa riferimento a leggi e a commi,  ma vitale per i portafogli dei consulenti e delle agenzie. Secco il comunicato stampa del Consiglio di Amministrazione di BolognaFiere che: "ha deliberato di rinviare l’edizione 2011 di COM-PA, originariamente prevista dall’1 al 3 marzo. Due sono sostanzialmente le motivazioni che hanno determinato tale decisione: - le sollecitazioni pervenute da molti Enti Pubblici, i principali attori del Salone, i quali vivono una situazione di forte difficoltà economica legata alle conseguenze delle recenti manovre finanziarie che hanno inciso pesantemente sulle disponibilità economica degli stessi; la prospettiva delle elezioni, previste nella prossima primavera, del Sindaco di Bologna che vedrà la città impegnata nella campagna elettorale e, di conseguenza, nella impossibilità di assumere un ruolo attivo nella manifestazione e di poterla concretamente sostenere."
Non ci soffermiamo sulle problematiche legate alle elezioni del Sindaco di Bologna, che pur meriterebbero qualche considerazione che rinviamo a analisi di comunicazione politica. Significativo invece è il primo tema. Da questo osservatorio poco si è visto dopo il varo della manovra finanziaria dello scorso giugno 2010 in cui, in un articolo e tre commi si creavano le premesse del terremoto di cui stiamo avvertendo solo lo sciame iniziale. Il dispositivo normativo (DL  31 maggio 2010, n.78) che inquadra le misure per il contenimento della spesa pubblica, recita all'articolo 6 (commi 7,8,9,10) che nel 2011 la spesa sostenuta dalla PA per studi e incarichi di consulenza (comma 7) non può essere superiore al 20% di quella sostenuta nel 2009, che le spese sostenute per le relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza, (comma 8) non possono superare il 20% di quelle del 2009 e che dal 2011, le PA non possono effettuare spese per sponsorizzazioni, anche se rimane la possibilità di effettuare variazioni compensative tra le spese del comma 7 e quelle del comma 8.
Non è dato sapere a quanto ammontino i valori di investimento del 2009 ma è certo che qualunque sia la cifra, questa  si decurterà oltre l'80% considerando anche le sponsorizzazioni. I comunicatori della pubblica amministrazione sono realmente in difficoltà vedendo ridurre drasticamente il loro spazio di azione sopratutto nella comunicazione di servizio, i politici per gli usi funzionali al consenso. Nei guai invece consulenti, pubblicitari e media che con un secco colpo di spugna vedono decurtati i possibili introiti perchè la coperta, da troppo corta, si è trasformata in un fazzoletto. Quali strade intraprendere allora? L'unica è quella di una rilettura strategica del processo comunicativo. Per proteggere il valore professionale del consulente, vero "operaio" della conoscenza bisognerà privilegiare la qualità della comunicazione sulla rete? Tagliare e sfrondare i costi materiali  e i media per focalizzarsi sulle capacià consulenziali e creative? Credo opportuno partire dal COM-PA-che-non-c'è per avviare un processo di elaborazione delle risposte per chi, soprattutto fuori dai circuiti industriali, ha nella committenza pubblica una  fonte di ricavo professionale significativo.

Commenti

Unknown ha detto…
Sono sempre stato scettico sulla necessità che la pubblica amministrazione (centrale o locale) utilizzi risorse economiche e personale per promuovere se stessa.

Sono stato più volte al COM-PA. Come addetto ai lavori mi trovavo a sottolineare la qualità degli stand, degli impianti grafici, delle presentazioni multimediali mentre come semplice cittadino non potevo non notare l'assoluta autorefenzialità dell'evento, un palcoscenico sul quale recitare, l'autocompiacimento dei rappresentanti delle istituzioni nel lodare se stessi per l'impegno profuso nell'organizzare la propria presenza. Tante giacche, tante cravatte, tanti tacchi, poca passione, poche idee, poca sostanza.

Caro COM-PA 2011, non piangerò per la tua prematura morte.