Il valore della "monnezza" e della comunicazione

Gli afrori di cassonetti stracolmi affollano i nostri telegiornali e le strade di molte città. L'Italia fronteggia ormai in maniera drammatica uno squilibrato bilancio tra crisi dei consumi delle famiglie e crisi delle scorie cercando di trovare nuovi posti e modi di smaltire le tonnellate di rifiuti generati dai nostri consumi quotidiani. "Raccolta differenziata" sembra essere la parola d'ordine ma il video proposto suggerisce una affascinante soluzione che ha un non so che di alchemico: trasformare il piombo in oro. Il piombo è la monnezza, l'oro è il concreto guadagno che il cittadino ha, in questo caso quando fa la spesa. Il fatto non è nuovo. Alcune amministrazioni locali italiane hanno già fatto tesoro di questa semplice equazione. La spazzatura è composta da materiali talvolta pregiati (alluminio, plastica, vetro, metalli, carta) come nocivi (batterie, lampadine, medicine). Per noi pubblicitari queste merci sono solo un briefing per aumentare le vendite, un brand da posizionare, una confezione da progettare e (purtroppo in pochi casi) per alcune aziende rappresentano un tema di Corporate Responsability. Lo spunto di oggi è quello di ipotizzare una nuova alleanza tra aziende, pubblicitari, distribuzione, pubblica amministrazione e consumatori per aumentare il valore della marca e dei prodotti in un circuito virtuoso che premia la collettività nel suo insieme. In Norvegia, come nel video realizzato da stupefatti giovani campani, si racconta questa realtà possibile. Possibile anche in Italia, restituendo valore alle merci anche dopo il loro consumo. Cultura della comunicazione significa anche questo.

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